Armenia - Gatah il dessert per le feste


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Il cibo, in tutto il mondo, non solo è vitale per l’essere umano, ma riesce a raccontare molto dei luoghi in cui nasce. Conoscere un po’ più a fondo anche questo aspetto della cultura di altri popoli ci aiuterà, dunque, a meglio apprezzare i nostri viaggi, ci invoglierà a partire alla ricerca di nuovi sapori e nuove emozioni. Non senza esserci cimentati in cucina per stupire gli amici con un piatto esotico ed inatteso. La cucina armena è semplice e saporita ed uno dei suoi piatti tradizionali è il gatah, un dolce che si lega anche alle festività religiose, al Natale, alla Pasqua e, soprattutto, al Tiarn’daraj, la Presentazione di Gesù al Tempio, da noi detta popolarmente Candelora. Tale ricorrenza si festeggia quaranta giorni dopo la Natività di Gesù e dunque, visto che in Armenia il Natale cade il 6 gennaio, secondo il calendario ortodosso, la data non è, come da noi, il 2, ma il 14 febbraio. In questo giorno per tradizione in Armenia si festeggiano anche i novelli sposi. In alcune zone del paese per la Presentazione al Tempio vengono accesi fuochi nei cortili delle chiese o davanti alle case, e dalla direzione del fumo si possono trarre degli auspici. Parte della brace viene poi utilizzata per accendere il tonir, vale a dire il tipico forno d’argilla a forma cilindrica o di campana rovesciata, costruito sottoterra, utilizzato in particolare per cuocere il tipico pane lavash. Il gatah, sorta di focaccia o pane dolce, a base di semplici ingredienti, farina, olio di semi e zucchero, ha forma rotonda e spesso viene decorato con scritte o disegni (molto particolari quelli dei villaggi di Garni e Geghard), utilizzando l’impasto avanzato. Esso è poi farcito con un composto, detto khoriz, a base di olio, zucchero e farina, aromatizzato alla vaniglia, a cui a volte si aggiungano mandorle, spezie, quali cannella, noce moscata, cardamomo, o lo yogurt armeno, il matsuni. Quando questa delizia viene preparata in occasione delle diverse festività, al suo interno si nasconde una moneta: chi la troverà avrà fortuna (il rito è simile a quello della “Galette des rois”, dolce dell’Epifania in Francia. L’ideale è gustare il gatah insieme al tè o al caffè, ma risulta ottimo anche per un rapido spuntino. Vicino ai monasteri si trovano spesso bancarelle che vendono queste ottime torte preparate in casa, ma è possibile acquistarle, certo di fattura più industriale, nei negozi e nei supermercati. Scegliere il gatah come dolce souvenir farà ricordare, una volta di ritorno dal viaggio, i sapori e le indimenticabili atmosfere dell’Armenia.

 

PREPARAZIONE INGREDIENTI PER LA PASTA Farina:400 gr. Olio di semi di girasole: 250 gr. Zucchero: 2 cucchiai Acqua: 250 gr. Sale q.b. Lievito q.b.

 

PER LA CREMA Farina: 1 bicchiere Zucchero: 1 bicchiere Olio di semi di girasole: 1/2 bicchiere Vaniglia q.b.

 

PREPARAZIONE: In un barattolo versare l’olio, aggiungere lo zucchero e riempirlo con l’acqua fresca. Mettere il tutto in una pentola, aggiungere sale e lievito, quindi versare a poco a poco la farina, sempre mescolando. Quando la pasta è pronta, vale a dire non si attacca più alle mani, coprire la pentola e attendere qualche ora che il composto sia lievitato (meglio in un posto caldo). Nel frattempo preparare la crema: mescolare un bicchiere di zucchero con uno di farina, aggiungere la vaniglia e mezzo bicchiere d’olio, mescolando bene il tutto. Quando la pasta è cresciuta, stenderla sul piatto del forno facendone una forma rotonda, ricoprire la parte centrale con la crema e poi chiudere con la pasta. Bucherellare la superficie e spennellarvi sopra un tuorlo d’uovo per renderla più lucida. Mettere in forno preriscaldato a 170° per 20 minuti. Quando la superficie è dorata il gatah è pronto.